20 apr

I SEMI DI SESAMO

C’era una volta una giovane donna, madre di un piccolo bambino. Un giorno il piccolo morì, e la donna, distrutta dal dolore, iniziò ad andare di casa in casa cercando una medicina che potesse restituire la vita al figlio. Ovviamente non riuscì a trovare nulla, e, sempre più afflitta, si recò dal Buddha con la medesima richiesta.
Il Buddha disse alla giovane madre di scendere in paese e prendere un seme di sesamo in ogni casa che non avesse mai incontrato la morte. Credendo che questo fosse il rimedio, la giovane madre bussò di porta in porta e chiese di casa in casa, senza poter raccogliere alcun seme.
Mentre tornava dal Buddha a mani vuote si rese conto che la morte era comune a tutti, e che ciò che le stava capitando era già capitato, o prima o dopo, a tutte le altre persone.

31 mar

La morte endouterina: supporto per un lutto nascosto

a cura di Claudia Ravaldi, Psichiatra Psicoterapeuta
Presidente Associazione CiaoLapo Onlus

Se qualcuno le verrà ancora a dire che ha un angelo
in paradiso Rose lo farà nero di botte.
Non sa che farsene di una cosa tanto incorporea.
Vuole un bambino urlante, agitato, affamato assonnato
e perfettamente sveglio alle tre del mattino.
Che se ne fa di un angelo?
Si metterà a gridare se qualcuno le verrà ancora a dire di farne un altro,
come se i bambini, le persone, fossero sostituibili.

C. Dunne (La metà di niente)

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26 mar

Il saluto a Cecilia

la madre di ceciliaScendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un’anima tutta consapevole e presente a sentirlo. Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse così particolarmente alla pietà, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne’ cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov’anni, morta; ma tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull’omero della madre, con un abbandono piú forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de’ volti non n’avesse fatto fede, l’avrebbe detto chiaramente quello de’ due ch’esprimeva ancora un sentimento.
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26 mar

La notte e l’anima

In grembo alla notte nevosa, d’argento,
immensa si stende dormendo, ogni cosa.

Solo una eterna sofferenza è desta
dentro l’anima mia.

E mi domandi perché mai si tace
l’anima mia, senza versarsi in grembo
alla notte che sogna?

Colma di me, traboccherebbe tutta
a spegnere le stelle.

(R.M. Rilke)

23 mar

Emily Dickinson -809-

Chi è amato non conosce morte,

perchè l’amore è immortalità,

o meglio, è sostanza divina.

Chi ama non conosce morte,

perchè l’amore fa rinascere la vita

nella divinità

23 mar

Emily Dickinson -113-

Portare la nostra parte di notte,

la nostra parte di mattino.

Di immensa gioia riempire il nostro spazio,

il nostro spazio riempire di disprezzo.

Qui una stella, là un’altra stella.

Qualcuno smarrisce la via!

Qui una nebbia, là un’altra nebbia.

Poi, il giorno!

Trovo che questa poesia sia un perfetto riassunto di cosa accade in un vero gruppo di automutuoaiuto.

23 mar

Emily Dickinson -99-

Nuovi piedi percorrono il giardino,

nuove dita smuovono la zolla –

un trovatore sopra l’olmo

tradisce la solitudine.

Nuovi bambini giocano sul prato

nuovi stanchi dormono di sotto –

torna ancora la pensosa primavera

e torna ancora la neve – puntuale.

20 mar

Il bambino e la morte: giornata di formazione

Il bambino e la morteCome vivono la morte i bambini?
Come vivono i fratelli la morte di un fratello/sorella?
Come vivono i bambini la morte di un genitore?

Sabato 8 Maggio si terrà presso il Centro Studi matermundi a Prato un seminario formativo  sul lutto vissuto dai bambini condotto dal dott Enrico Cazzaniga, psicologo-psicoterapeuta e dalla dott.ssa Claudia Ravaldi, psichiatra-psicoterapeuta.

Il seminario si propone di approfondire la tematica del lutto in età infantile,  fornire strumenti per la comprensione delle modalità di reazione al lutto nell’infanzia e facilitare la comunicazione tra adulti e bambini che vivono la perdita di un proprio caro. Continue Reading »

19 mar

La morte del Piccolo Principe

Piccolo PrincipeC’era a fianco del pozzo un vecchio muro di pietra in rovina.

Quando ritornai dal mio lavoro, l’indomani sera, vidi da lontano il mio piccolo principe che era seduto là sopra, le gambe penzoloni. Lo udii che parlava.

Un’altra voce senza dubbio gli rispondeva ma io… non vedevo né udivo l’altra persona.

«Non te ne ricordi più? Non è proprio qui. E’ proprio questo il giorno, ma non è qui il luogo. Verrai dove incominciano le mie tracce nella sabbia. Non hai che attendermi là. Ci sarò questa notte».

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09 mar

Riflessioni I

“Non voglio morire senza prima aver lasciato una testimonianza della mia ferma fede che la sofferenza può essere superata.

Non si tratta di passar oltre…questo è falso.

Bisogna sottomettersi.

Non resistere. Accogliere il dolore.

Essere come sommersi. Accettarlo pienamente.

Farne parte della propria vita.

Nella vita, qualunque cosa venga veramente accettata,

subisce poi un cambiamento.”

K. Mansfield