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	<title>Fiori Nel Deserto &#187; Automutuoaiuto</title>
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	<description>Modi e riflessioni per una buona elaborazione del lutto</description>
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		<title>I gruppi di automutuoaiuto nel lutto</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 01:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automutuoaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Lutto]]></category>
		<category><![CDATA[autoaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[I gruppi di automutuoaiuto nel lutto sono realtà di supporto sia on line che de visu oggi presenti in molte città italiane, e già migliaia di persone hanno trovato nel gruppo uno spazio protetto e fertile per l&#8217;elaborazione del loro dolore. L&#8217;associazione CiaoLapo Onlus e la neonata associazione matermundi collaborano con realtà ampiamente strutturate presenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fiorineldeserto.it/wp-content/uploads/2010/06/CSC_05092.jpg"><img src="http://www.fiorineldeserto.it/wp-content/uploads/2010/06/CSC_05092-300x199.jpg" alt="" title="Uno sguardo attraverso l&#039;infinito" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-113" /></a></p>
<p>I gruppi di automutuoaiuto nel lutto sono realtà di supporto sia <em>on line</em> che <em>de visu</em> oggi presenti in molte città italiane, e già migliaia di persone hanno trovato nel gruppo uno spazio protetto e fertile per l&#8217;elaborazione del loro dolore.<br />
L&#8217;associazione CiaoLapo Onlus e la neonata associazione <em>matermundi</em> collaborano con realtà ampiamente strutturate presenti nel contesto italiano, che da anni si adoperano per diffondere la cultura del <strong>gruppo di autoaiuto</strong> come opzione terapeutica di primo livello.<br />
Giacchè il lutto non è di per sè una malattia, perchè fisiologicamente parte della vita, ma può diventarlo, grazie alla progressiva analfabetizzazione emotiva e culturale che ci vede tutti coinvolti, <strong>la persona in lutto necessita di supporto e sostegno a più livelli</strong>.<br />
Tra i basilari troviamo il sostegno sociale familiare, la possibilità di usufruire di materiale cartaceo/informativo specifico, la presenza nella rete sociale di <strong>gruppi di supporto</strong>.<br />
Solo in un secondo momento, fatto salvo rare eccezioni, è consigliabile fare riferimento ad un terapeuta per iniziare un percorso di supporto psicologico o una vera e propria psicoterapia.</p>
<p>Il percorso del lutto è un percorso accidentato, non esente da profonde cadute, ed effimeri momenti di apparente benessere, nei quali molto spesso la persona sofferente si trova tra due fuochi (interni ed esterni): da un lato il bisogno percepito di cercare / chiedere aiuto, dall&#8217;altro il bisogno razionale di interrompere la sofferenza, stare bene, e allontanarsi dal bagaglio luttuoso il più velocemente possibile.<br />
E&#8217; in questa situazione ambivalente che molte persone si avvicinano al gruppo con l&#8217;intento (spesso maldestramente suggerito da operatori o amici) di &#8220;elaborare&#8221; in fretta e &#8220;stare meglio&#8221; subito.<br />
Sfortunatamente, la realtà delle cose non prevede miracolistici miglioramenti in tempi rapidi, perchè il lutto è un processo e come tale ha un inizio, uno svolgimento e una sua conclusione. Accedere ad un gruppo AMA richiede pertanto alcune nozioni base sul lutto, e richiede anche un certo impegno a riconoscersi protagonisti (e non solo &#8220;oggetti di cura&#8221;) del proprio percorso di elaborazione.<br />
Il gruppo può facilitare lo sblocco di risorse personali e di grande crescita interiore, al prezzo di condividerne i valori base e di mettersi in gioco.<br />
Di seguito, la presentazione dei valori dell&#8217;automutuoaiuto proposta dall&#8217;associazione Ama Monza-Brianza</p>
<p><strong>I valori dell&#8217;Auto-Mutuo-Aiuto sono</strong>:</p>
<p>- il legame: nel Gruppo si è coinvolti in prima persona con la propria esperienza e ci si ascolta attivamente.<br />
- la fiducia: ognuno può esprimere liberamente sentimenti ed emozioni in un clima di ascolto e di solidarietà, senza essere giudicati. Ogni partecipante deve avere e dare certezza che ciò che è detto nel Gruppo non sarà divulgato;<br />
- il rispetto: nel Gruppo si manifestano pluralità di vissuti e di vedute, tutte egualmente legittime e da rispettare.</p>
<p><strong>Obiettivi dei Gruppi</strong>:</p>
<p>- offrire ai partecipanti occasioni per condividere il dolore, sentimenti e difficoltà dopo la perdita;<br />
- favorire l&#8217;ascolto di altre persone in lutto, perché nasca solidarietà, sostegno reciproco e speranza;<br />
- imparare ad &#8220;addomesticare&#8221; il dolore, individuando modalità per gestire sofferenza e solitudine;<br />
- integrare nel presente la ferita del passato, per affrontare il futuro mettendo a disposizione di altri la propria sensibilità ed esperienza.</p>
<p><strong>Quali possibili benefici?</strong></p>
<p>- non essere soli: altri hanno difficoltà simili;<br />
- parità: tutti sono sullo stesso piano rispetto alla perdita; ognuno porta il proprio e specifico dolore;<br />
- sviluppo di relazioni significative;<br />
- scambio di informazioni: sui modi di affrontare la sofferenza e ciò che segue la perdita di una persona cara;<br />
- confronto: raccontarsi e, soprattutto, ascoltare gli altri arricchisce ed educa alla diversità.<br />
(da: http://www.automutuoaiuto.com/lutto/valori.html)</p>
<p>Il gruppo di autoaiuto, se ben progettato e adeguatamente facilitato, è un fertile <strong>crocevia di stimoli</strong>, <strong>accoglienza e crescita</strong>.<br />
Nel gruppo si assiste ad un progressivo <em>empowerment </em>del singolo e del gruppo stesso, e ognuno cresce e diventa più competente per sè e per gli altri.<br />
L&#8217;esperienza stessa di gruppo favorisce l&#8217;acquisizione di competenze sanificanti, a patto che il gruppo condivida gli obiettivi di percorso ed i mezzi.<br />
E&#8217; indispensabile che il gruppo non assuma la funzione di &#8220;<em>sfogatoio</em>&#8221; fine a se stesso, ma che ogni individuo, coi suoi tempi e i suoi mezzi, si renda disponibile alla discussione e alla messa in gioco. Il che implica anche <strong>stare nel proprio dolore</strong>, senza per forza doverlo &#8220;risolvere&#8221; in tempo reale, e anzi, lasciare che il gruppo faccia da detonatore per quelle emozioni e quei pensieri altrimenti difficili da contenere e elaborare.<br />
&#8220;Fare Auto aiuto&#8221; comporta anche un nostro mutamento di mentalità , con un passaggio culturale da fruitori di prestazioni a promotori di attivazione delle risorse individuali di altre persone. Questo passaggio non è indolore, come insegna l&#8217;esperienza stessa del Gruppo di Auto Aiuto, perchè implica un rimettersi in discussione, un rivedere la scala dei nostri valori, un uscire da una routine personale e culturale collaudata.<br />
In ogni cambiamento è insita una sofferenza e una difficoltà , ed è nella sofferenza e nelle difficoltà  che si impara a crescere.</p>
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