28 mag

Up, la Disney e l’elaborazione del lutto

UP. Disney - PixarDiverse persone ci hanno segnalato il film UP della Disney, in particolare perché ad un certo punto si capisce che i due protagonisti hanno perso un bambino nella unica gravidanza che hanno potuto intraprendere. Il film, pur essendo un film di animazione per bambini è ammantato per gran parte di un’aura di malinconia, che ha colpito diversi dei nostri utenti.
Secondo noi UP è un film bellissimo e non pensiamo neanche che sia un film triste, certo, ci sono dei momenti molto commoventi, fino alle lacrime, però il messaggio è molto confortante. In pratica il film è infatti una allegoria della elaborazione del lutto ed è veramente sorprendente che la Pixar abbia voluto affrontare questo tema (anche se non senza polemiche) in un film per bambini.
Riportiamo qui un nostro commento al film, letto nella chiave della elaborazione del lutto; per fare questo però è necessario rivelare molti dettagli della trama, quindi se non l’avete visto e non volete rovinarvi la sorpresa, rimandate la lettura di questo post.



Carl ci viene presentato dall’inizio del film come prima un bambino e poi un giovane con aspirazioni avventurose, ma un po’ impacciato e insicuro. Trova la sua controparte in Ellie, che condivide il suo spirito di avventura, ma è molto più estroversa e attiva. Insieme organizzano tutta la loro vita orientati verso l’obiettivo, il sogno (o il miraggio) di poter un giorno raggiungere le cascate Paradiso in Sudamerica e magari vivere là.
Le alterne vicende della vita (tra le quali sono comprese la morte prenatale del loro unico figlio e la successiva sterilità) rimandano più volte la realizzazione di questo sogno, verso il quale sembrano tendere gli sforzi quotidiani, il lavoro e ogni momento trascorso. La coppia, almeno dal punto di vista di Carl, si autoalimenta per questo obiettivo ambizioso fino alla fine: fino al momento in cui, proprio quando Carl aveva finalmente comprato due biglietti aerei (classe economica) per il Venzuela, Ellie muore.

UP DisneyDa allora Carl cambia, il dolore lo trasforma: perde lo spirito di avventura, vive nel ricordo materiale della moglie conservando immutati letto, poltrone, tazze e tutti gli altri oggetti della vita quotidiana, come quando lei era in vita. Dialoga ancora con lei come se ci fosse. Il resto non ha più importanza, i sogni divengono fonte di dolore profondo (come i due biglietti aerei inutilizzati, poggiati sulla mensola per sempre…)
Chiuso nel ricordo, sospeso nel tempo tra il prima e l’oggi, Carl perde il contatto con la realtà, ignora che il mondo in cui vive è cambiato e se intorno alla sua casa di campagna hanno costruito un quartiere residenziale urbano, a lui non interessa; non gli importa che i costruttori gli rendano la vita impossibile, l’unica cosa che vuole è essere lasciato in pace nella casa sua e di Ellie, come se il tempo non fosse passato e le cose non fossero cambiate.
Si lega talmente a questa ruotine da arrivare a picchiare un operaio o a respingere come un burbero vecchietto le attenzioni del piccolo Russel, un giovane esploratore bramoso di avventure (come lui era un tempo) che chiedeva solo di poterlo aiutare. Messo alle strette dall’impresa costruttrice, fugge in Sudamerica con tutta la sua casa grazie a migliaia di palloncini (e al GPS di Russel), con il solo scopo di portare la casa di Ellie esattamente nel punto dove lei l’aveva immaginata e, presumibilmente, morire lì.

UP DisneyL’obiettivo di Carl è portare a compimento il sogno di Ellie, realizzarlo ad ogni costo, rendere felice Ellie, come se Ellie fosse lì, con il suo album dei ricordi, a sancire che nulla è cambiato. Carl soffre, come ogni persona in lutto, e, come spesso drammaticamente accade, decide di continuare a vivere per Ellie, e non attraverso il suo ricordo. Nel frattempo, il dolore ha nascosto (non eliminato, ma abilmente mascherato) le vecchie risorse vitali di Carl, la gioia, l’amore per le piccole cose, la semplicità: Carl adesso, col viso scuro e lo sguardo corrucciato, mantiene le distanze da tutto ciò che non sia il passato, mantenuto in vita dalla sua dolorosa ostinazione. Soltanto il piccolo e perseverante Russel, con la sua storia di bambino cui manca l’affetto dei genitori, sembra scalfire un po’ la sua corazza.
Dopo una serie di avventurose vicende, a un certo punto Carl si trova ad un bivio: abbandonare Russel ed il misterioso volatile (madre di famiglia) di nome Kevin che a loro si è aggregato, oppure abbandonare prima i ricordi materiali di Ellie e poi la casa stessa, per salvare i suoi compagni?

Come gli ricorda Russel “un esploratore è amico di ogni cosa, che sia una pianta, un pesce o una medusa”, e Carl capisce che anche Ellie l’esploratrice avrebbe voluto che salvasse Kevin e i suoi piccoli, non che si rinchiudesse in una casa piena di oggetti materiali in attesa della morte. Carl fa quindi questa scelta, ed è in quel momento che elabora il lutto. Lascia tutto ciò che ha, tutto ciò che lo lega ancora materialmente a Ellie, abbandona l’arredamento e abbandona la casa, spiegando a Russel, che se ne stupisce, che in fondo “è solo una casa”.
E’ nel superare l’attaccamento rigido alle cose materiali che Carl onora veramente lo spirito di Ellie, dando un senso alla vera avventura della loro vita, quella che Ellie, ad insaputa di Carl, aveva riportato fedelmente nel suo libro di foto ricordo: aver vissuto tanti anni felici insieme nella apparente banalità del loro amore quotidiano è stata (prima per Ellie, ed ora anche per Carl) la loro vera avventura e per ricordare questo non c’è bisogno di alcuna foto, casa o poltrona.

E’ una consapevolezza che Carl ora porterà con se fino alla morte e quando questa lo raggiungerà sarà finalmente sereno. Il tempo ricomincia a scorrere, finalmente, in un presente che vede Carl veramente presente, a sé, a Russel, alla natura che lo circonda; troviamo un Carl nuovamente presente alla sua Ellie, in grado di leggere il lascito esistenziale della sua amata sposa e recuperarlo, per metterlo con consapevolezza dentro la sua vita quotidiana.

Carl sceglie di portare Ellie nel suo presente, e per farlo lascia andare materialmente la loro vecchia casa, lascia andare la scorza dura di dolore che lo imprigionava, e sceglie di dare un nuovo senso all’amore che li ha uniti, di proseguire sulle orme di quell’amore, di essere ancora una volta il vecchio Carl, rinnovato dalla consapevolezza di quanto prezioso sia stato il tempo e l’amore condiviso.

La casa coi palloncini, trasportata casualmente dal vento, atterra infine esattamente nel punto dove Ellie l’aveva immaginata da bambina. Carl è già tornato via, non lo scoprirà neanche, ma ormai non importa più.

E’ veramente incredibile che Disney e Pixar abbiano prodotto un film simile e noi siamo felici di poterlo vedere insieme ai nostri figli e spiegargli tutto questo.

Claudia e Alfredo

Post originale su www.ciaolapo.it

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