I gruppi di automutuoaiuto nel lutto
I gruppi di automutuoaiuto nel lutto sono realtà di supporto sia on line che de visu oggi presenti in molte città italiane, e già migliaia di persone hanno trovato nel gruppo uno spazio protetto e fertile per l’elaborazione del loro dolore.
L’associazione CiaoLapo Onlus e la neonata associazione matermundi collaborano con realtà ampiamente strutturate presenti nel contesto italiano, che da anni si adoperano per diffondere la cultura del gruppo di autoaiuto come opzione terapeutica di primo livello.
Giacchè il lutto non è di per sè una malattia, perchè fisiologicamente parte della vita, ma può diventarlo, grazie alla progressiva analfabetizzazione emotiva e culturale che ci vede tutti coinvolti, la persona in lutto necessita di supporto e sostegno a più livelli.
Tra i basilari troviamo il sostegno sociale familiare, la possibilità di usufruire di materiale cartaceo/informativo specifico, la presenza nella rete sociale di gruppi di supporto.
Solo in un secondo momento, fatto salvo rare eccezioni, è consigliabile fare riferimento ad un terapeuta per iniziare un percorso di supporto psicologico o una vera e propria psicoterapia.
Il percorso del lutto è un percorso accidentato, non esente da profonde cadute, ed effimeri momenti di apparente benessere, nei quali molto spesso la persona sofferente si trova tra due fuochi (interni ed esterni): da un lato il bisogno percepito di cercare / chiedere aiuto, dall’altro il bisogno razionale di interrompere la sofferenza, stare bene, e allontanarsi dal bagaglio luttuoso il più velocemente possibile.
E’ in questa situazione ambivalente che molte persone si avvicinano al gruppo con l’intento (spesso maldestramente suggerito da operatori o amici) di “elaborare” in fretta e “stare meglio” subito.
Sfortunatamente, la realtà delle cose non prevede miracolistici miglioramenti in tempi rapidi, perchè il lutto è un processo e come tale ha un inizio, uno svolgimento e una sua conclusione. Accedere ad un gruppo AMA richiede pertanto alcune nozioni base sul lutto, e richiede anche un certo impegno a riconoscersi protagonisti (e non solo “oggetti di cura”) del proprio percorso di elaborazione.
Il gruppo può facilitare lo sblocco di risorse personali e di grande crescita interiore, al prezzo di condividerne i valori base e di mettersi in gioco.
Di seguito, la presentazione dei valori dell’automutuoaiuto proposta dall’associazione Ama Monza-Brianza
I valori dell’Auto-Mutuo-Aiuto sono:
- il legame: nel Gruppo si è coinvolti in prima persona con la propria esperienza e ci si ascolta attivamente.
- la fiducia: ognuno può esprimere liberamente sentimenti ed emozioni in un clima di ascolto e di solidarietà, senza essere giudicati. Ogni partecipante deve avere e dare certezza che ciò che è detto nel Gruppo non sarà divulgato;
- il rispetto: nel Gruppo si manifestano pluralità di vissuti e di vedute, tutte egualmente legittime e da rispettare.
Obiettivi dei Gruppi:
- offrire ai partecipanti occasioni per condividere il dolore, sentimenti e difficoltà dopo la perdita;
- favorire l’ascolto di altre persone in lutto, perché nasca solidarietà, sostegno reciproco e speranza;
- imparare ad “addomesticare” il dolore, individuando modalità per gestire sofferenza e solitudine;
- integrare nel presente la ferita del passato, per affrontare il futuro mettendo a disposizione di altri la propria sensibilità ed esperienza.
Quali possibili benefici?
- non essere soli: altri hanno difficoltà simili;
- parità: tutti sono sullo stesso piano rispetto alla perdita; ognuno porta il proprio e specifico dolore;
- sviluppo di relazioni significative;
- scambio di informazioni: sui modi di affrontare la sofferenza e ciò che segue la perdita di una persona cara;
- confronto: raccontarsi e, soprattutto, ascoltare gli altri arricchisce ed educa alla diversità.
(da: http://www.automutuoaiuto.com/lutto/valori.html)
Il gruppo di autoaiuto, se ben progettato e adeguatamente facilitato, è un fertile crocevia di stimoli, accoglienza e crescita.
Nel gruppo si assiste ad un progressivo empowerment del singolo e del gruppo stesso, e ognuno cresce e diventa più competente per sè e per gli altri.
L’esperienza stessa di gruppo favorisce l’acquisizione di competenze sanificanti, a patto che il gruppo condivida gli obiettivi di percorso ed i mezzi.
E’ indispensabile che il gruppo non assuma la funzione di “sfogatoio” fine a se stesso, ma che ogni individuo, coi suoi tempi e i suoi mezzi, si renda disponibile alla discussione e alla messa in gioco. Il che implica anche stare nel proprio dolore, senza per forza doverlo “risolvere” in tempo reale, e anzi, lasciare che il gruppo faccia da detonatore per quelle emozioni e quei pensieri altrimenti difficili da contenere e elaborare.
“Fare Auto aiuto” comporta anche un nostro mutamento di mentalità , con un passaggio culturale da fruitori di prestazioni a promotori di attivazione delle risorse individuali di altre persone. Questo passaggio non è indolore, come insegna l’esperienza stessa del Gruppo di Auto Aiuto, perchè implica un rimettersi in discussione, un rivedere la scala dei nostri valori, un uscire da una routine personale e culturale collaudata.
In ogni cambiamento è insita una sofferenza e una difficoltà , ed è nella sofferenza e nelle difficoltà che si impara a crescere.
